Sicuramente molti si sono accorti, nel leggere le liste presentate per il rinnovo del Consiglio Comunale, come in due delle tre liste non vi è il nome di un candidato donna.
Proprio in questi giorni il Ministro Carfagna sta portando avanti il ddl sulle quote rosa rivoluzionando (per legge) il ruolo rispettoso e di diritto delle donne nella società in ogni ambito. Infatti, dopo il via libera definitivo del Senato il 16 marzo scorso della norma che introduce l’obbligo di assicurare, sia pur con un certa gradualità, una percentuale femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate e delle controllate pubbliche, il Ministro delle Pari Opportunità, ha messo a punto un disegno di legge per garantire la parità di genere nelle procedure per l’elezione dei consigli comunali, negli statuti comunali e provinciali e in materia di costituzione delle commissioni per i concorsi pubblici. Ma la singolarità di queste liste non è solo per la coincidenza temporale con la proposta della Carfagna, il paradosso è più insito. Il tanto parlare di Pari Opportunità, di politica di genere, delle lotte per la parità e la dignità delle donne non sono chiacchiere! Mi viene da chiedermi se le due liste rispecchiano un certo maschilismo esasperato o una strafottenza di genere! In entrambi i casi mi rispondo con la frase di una importante filosofa “L’assenza delle donne da certi luoghi non squalifica le donne, ma quei luoghi…”.